Ortopedia nei piccoli mammiferi ed altre specie non convenzionali

Le patologie ortopediche sono frequenti in tutte le specie esotiche. Incidenti e traumi con coinvolgimento dell’apparato scheletrico possono avvenire in tutti gli ambienti. Non è raro ad esempio che un piccolo criceto o un coniglio si ritrovino con una grave zoppia dovuta alla frattura di un arto senza che il proprietario abbia notato eventi traumatici evidenti. Infatti queste specie per il loro modo di muoversi e di agire possono in casi sfortunati andare in contro a fratture senza uscire dalle proprie gabbie. Inoltre incidenti domestici, aggressioni da parte di altri animali o altri incidenti sono tutt’altro che rari. Esistono poi i casi in cui patologie metabolica possono predisporre a fratture lussazioni o altre patologie dell’apparato scheletrico. Solitamente il problema ortopedico non è considerato un emergenza e quando un proprietario sospetta una frattura o altra lesione è importante contattare subito il medico ed organizzare un consulto, ma non è necessario farsi prendere dal panico come spesso accade. L’importante è mettere il soggetto in un luogo circoscritto e tranquillo evitare di metterlo in condizione di muovere più dello stretto necessario il distretto coinvolto. Diversa è la situazione che vede la frattura o la lesione associata a gravi traumi di altri distretti in cui possono essere presenti rotture d’organo emorragie o altre lesioni che indicano un’urgenza.

L’apparato scheletrico differisce molto da una specie ad un’altra per caratteristiche che influenzano le scelte terapeutiche del veterinario esperto. La frattura di un arto di un criceto di 60g verrà approcciata in modo diverso dalla frattura di un omero di un coniglio. Un impianto ortopedico che funziona bene in un gatto può essere del tutto sconveniente nell’applicazione in un coniglio o in una tartaruga. Alcune specie o alcuni soggetti sopportano bene una fasciatura mentre in altri può essere totalmente inutile o controindicata.

Una volta valutate le condizioni generali del paziente e dopo un dettagliato esame radiografico sarà proposto l’approccio o gli approcci terapeutici più indicati al caso specifico. Nella scelta del metodo di immobilizzazione della lesione vengono valutati tutti gli aspetti con l’obiettivo di fare sempre la scelta migliore per l’animale e per una completa restitutio ad integrum:

  1. età dell’animale
  2. Indole (pet selvatico…)
  3. Gravità della lesione
  4. Localizzazione anatomica
  5. Rapporto rischio/beneficio per ogni tipo di terapia proposta (bendaggio vs intervento)
  6. Qualità della vita dell’animale dopo la guarigione
  7. Disponibilità del proprietario ad affrontare eventuali costi

Le regole generali alla base della chirurgia ortopedica nelle specie esotiche si avvalgono degli stessi principi generali dell’ortopedia convenzionale ma con applicazioni spesso molto differenti. In alcuni casi per raggiungere l’obbiettivo i medici esperti in esotici si avvalgono di collaborazioni esterne con ortopedici di cane e gatto. Come nelle altre chirurgie degli animali di piccolissima taglia sono fondamentali esperienza, precisione evelocità. La nostra lunga esperienza nel campo e l’enorme casistica alle nostre spalle ci permette di vantare grandissima confidenza con le più avanzate procedure ortopediche in tutte le specie di animali non convenzionali.  Siamo in grado di eseguite interventi ortopedici in pazienti medio piccoli quando necessario.

Nei conigli le fratture delle ossa lunghe degli arti sono frequenti in seguito alla delicatezza dell’apparato scheletrico. Le ossa dei conigli inoltre tendono a rompersi in modo comminuto e reagiscono in maniera differente all’inserimento di chiodi ortopedici. Nei rettili la maggior parte delle lesioni scheletriche sono di natura metabolica ed è quindi prioritario risolvere le problematiche ambientali ed alimentari prima di approcciarsi alla riduzione. Nelle tartarughe gran parte delle chirurgie ortopediche sono a carico del carapace e delle ossa che lo sostengono. Traumi da caduta, da falciatrici da automobile o da predatori sono all’ordine del giorno e la stabilizzazione delle fratture del carapace segue le regole basilare dell’ortopedia tradizionale.

Odontostomatologia del coniglio e dei roditori

Lagomorfi (es. Coniglio) e roditori (es. Cavie, criceti, cincillà, ratti…) sono fra gli animali domestici che più frequentemente vengono portati a visita da Veterinari esperti in animali esotici. Cosa li accomuna?

Entrambi vengono definiti ipsodonti, cioè con denti a crescita continua: i loro denti continueranno a crescere per tutta la durata della loro vita, con un tasso di crescita estremamente veloce (fino a 2mm e più ogni settimana!). Questo rapido allungamento dei denti ipsodonti viene normalmente controbilanciato dal consumo causato dalla masticazione di alimenti ricchi in fibra (erba, fieno, vegetali fibrosi). Dopotutto, parliamo di animali che in natura passano la quasi totalità della loro giornata masticando erba o rosicchiando alimenti e legno: un’alimentazione non corretta, con poca fibra e alimenti poco abrasivi, impedisce quest’opera di consumo della tavola dentaria e predispone a gravi patologie dentali.

L’Odontostomatologia è quella branca della Medicina Veterinaria che si occupa della salute del cavo orale dei vostri animali da compagnia. I nostri medici sono in continuo aggiornamento per poter offrire il meglio in questa materia, sia parlando di prevenzione che di trattamento.

Quali sono le maggiori problematiche riscontrate?

  • Punte dentarie
    A volte la tavola dentaria non si consuma in maniera uniforme. Il primo campanello di allarme è proprio il riscontro all’esame diretto del cavo orale di una serie di punte dentarie. La superficie del dente non è in piano con quella dell’arcata controlaterale e i denti cominciano a crescere seguendo una diversa curvatura. Le punte dentarie possono essere rivolte sul margine linguale o guanciale, causando lesioni ai tessuti circostanti, soprattutto durante la masticazione, e di conseguenza dolore. Negli stadi più avanzati può instaurarsi un circolo vizioso, dove il coniglio mangia di meno a causa del dolore provato e di conseguenza viene ancor meno l’opera di livellamento.
  • Fratture dei denti
    Sono comuni soprattutto fratture di denti incisivi, a causa di cadute o traumi diretti. È importante monitorare i denti fratturati, per prevenire l’insorgenza di malocclusione secondaria nel caso in cui il dente ricrescesse in una direzione anomala. Inoltre, talvolta piccoli frammenti possono rimanere in sede mentre il dente riprende e crescere, causando infiammazione e dolore.
  • Malocclusione
    Può essere congenita o acquisita. Il prognatismo è una causa di malocclusione congenita che coinvolge i denti incisivi. Vi è una predisposizione di razza in tutti quei conigli di razze eccessivamente selezionate dall’uomo, come arieti dal muso troppo corto o olandesi nani. In questi soggetti vi è una disparità nelle lunghezze della mascella superiore e inferiore. Gli incisivi non si occludono mai e possono diventare molto lunghi, perché non vengono consumati dai denti opposti. Per quanto concerne le forme acquisite, la malocclusione è generalmente la prima conseguenza riscontrabile in conigli affetti da una qualsiasi delle precedentemente annoverate patologie dentarie. Qualsiasi causa porti a un dislivello della tavola dentaria può indurre malocclusione. Fra queste di annoverano anche fratture della mandibola.
  • Ascessi
    Possono coinvolgere una singola radice dentaria infetta, laddove la radice del dente penetra nell’osso da cui origina, o più radici, fino a diventare generalizzati. Talvolta sono visibili come aree gonfie e palpabili, a volte si può assistere alla fuoriuscita di pus all’interno del cavo orale. Gli ascessi dentari vanno trattati il più rapidamente possibile per prevenire la diffusione dell’infezione ai tessuti circostanti o il coinvolgimento sistemico.

Oltre alle patologie strettamente connesse alla formula e tipologia dentaria di questi animali, vi sono una serie di ripercussioni a strutture adiacenti. Non sono rare infatti compressioni del nervo facciale secondarie ad ascessi dentali, che portano a segni clinici neurologici fortemente dipendenti dalla sede del nervo danneggiato. In alcuni casi si può assistere a un’asimmetria facciale. Sempre in materia di ascessi, talvolta questi possono coinvolgere l’area retrobulbare, spingendo letteralmente il bulbo oculare verso l’esterno: si assiste dunque a esoftalmo. Un eccessivo allungamento degli incisivi o una patologia a carico delle radici dei premolari o molari mascellari può portare all’ostruzione del dotto nasolacrimale, con conseguente epifora (eccessiva lacrimazione). L’eccessivo allungamento degli incisivi può portare a problematiche anche in cavità nasale, con conseguente scolo nasale.

Come riconosco se il mio animale ha una problematica dentaria?

Per il loro cavo orale stretto e lungo, spesso le patologie dentali sono ben nascoste, necessitano di strumentazioni particolari che consentono d’ispezionare l’interno della bocca. Per questo si consigliano visite di controllo semestrali, per agire in termini di prevenzione prima ancora che l’animale arrivi a manifestare sintomi.

I segni clinici più comuni sono aspecifici, possono includere:

  • Apatia
  • Appetito scarso o assente
  • Tumefazioni/asimmetrie facciali
  • Eccessiva salivazione
  • Eccessiva lacrimazione (epifora)
  • Esoftalmo
  • Scolo nasale
  • Disturbi gastrointestinali
  • Dermatiti o difficoltà nella pulizia del mantello, con condizioni scadenti del pelo

Il trattamento

Il trattamento dei problemi odontoiatrici negli animali esotici richiede una serie di strumentazioni dedicate, necessarie per l’ottimale posizionamento del paziente, l’apertura e accesso al cavo orale, nonchè l’eventuale estrazione o limatura dei denti. In alcune situazioni è fondamentale avere un piano di azione sulla base di una TAC, che possa guidare il chirurgo verso un approccio piuttosto che un altro, incrementando le chance di successo dell’intervento nel lungo termine.

Le patologie dentarie sono insidiose, talvolta la risoluzione del problema sottostante è relativamente semplice e può consistere in un pareggiamento e limatura o cambio dell’alimentazione, a volte invece è necessario un intervento più invasivo, con ricostruzioni o altre procedure specialistiche. In ogni caso è bene non sottovalutare anche la più piccola alterazione, poichè potrebbe portare nel tempo a complicazioni ben più difficili da risolvere.

Rivolgetevi al vostro veterinario di fiducia per pianificare un controllo routinario o approfondire un eventuale sospetto!

Sterilizzazione preventiva nella Coniglia

La sterilizzazione dei conigli, è senza dubbio un intervento consigliabile.  Le motivazioni alla base sono le più svariate, sia dal punto di vista del benessere fisico che quello psichico del paziente. 

I vantaggi

Salute e prevenzione

L’aspetto principale per il quale si sceglie di sterilizzare le coniglie femmine.
Nelle coniglie intere l’incidenza di tumori  all’utero quali l’adenocarcinoma uterino è estremamente elevata: può raggiungere il 50-80% nei soggetti dopo i tre anni di età. È un tumore subdolo, che può metastatizzare e dunque coinvolgere diversi distretti corporei. È facilmente prevedibile tramite la sterilizzazione. 

Non è tuttavia l’unica patologia che è possibile scongiurare con l’intervento: con la sterilizzazione si prevengono anche piometra (infezione), tumori ad ovaie e mammelle… 

Previene inoltre fenomeni di false gravidanze in tutte quelle coniglie che, pur non accoppiandosi, subiscono forti stimoli ormonali. Tali soggetti sono portati a strapparsi il pelo per preparare il nido, produrre latte, diventano irascibili e sono estremamente stressati. 

Nel coniglio maschio l’incidenza di malattie a carico dell’apparato genitale è relativamente bassa, tuttavia anche qui la sterilizzazione previene l’insorgenza di eventuali patologie tumorali.

Problemi comportamentali

Non capita di rado di essere contattati da alcuni proprietari, preoccupati poiché il proprio coniglio ha improvvisamente cambiato carattere. Con il raggiungimento della maturità sessuale, la spinta ormonale porta ad una serie di cambiamenti fisiologici, che hanno dei riscontri anche a livello comportamentale. È comune che il coniglio inizi a spruzzare urina o disseminare feci in giro per la casa, per marcare il territorio. I maschi (ma può capitare anche ad alcune femmine) possono avere atteggiamenti di monta nei confronti di oggetti o persone. Alcuni conigli diventano particolarmente aggressivi, iniziando a mordere per la difesa dei propri spazi. Se si posseggono più conigli, pur essendo cresciuti insieme, bisogna far attenzione perché possono iniziare episodi di lotte apparentemente improvvise all’interno del gruppo. 

La maturità sessuale appare attorno ai 3-4 mesi nelle razze nane, 4-6 mesi nelle razze di taglia maggiore fino a poter raggiungere i 9 mesi in quelle giganti.
La sterilizzazione placa quest’impeto ormonale, risolvendo molti di questi problemi.